Certe volte, ad esempio stamattina, penso a questo luogo con profonda nostalgia.

Nato alla fine del 2011, questo blog è il luogo in cui posso leggere l’evoluzione della mia esistenza, dalla ragazzina che aveva “il vizio di scrivere” a quello che sono diventata.

Molto spesso credo che questo luogo non abbia più ragione di esistere. Sono successe tante cose, in questi anni, per cui la leggerezza di certe immagini e di certi post non pare più ripetibile, mi atterra in una sorta di imbarazzo che, se avessi fogli a disposizione, brucerei tutto.

Forse non ho più niente da dire, forse ho detto tutto quello che potevo.

Non saprei.

So solo che tornare qui spesso mi costa fatica, la fatica dei ritorni in luoghi in cui si è stati molto felici o molto infelici.

E io sono stata entrambi.

Stamattina, leggendo in classe il II dell’Inferno riflettevo sul sentimento di chi desidera tanto qualche cosa e poi, in vista dell’obiettivo, si blocca e si lascia impaurire.

C’era un raggio di sole che si infilava dal vetro agli occhi e pensavo a quanto abbiamo ancora da imparare.

Lontano, c’era la vita degli anni che ci hanno solo sfiorato o ci hanno cambiato, i treni persi e quelli presi all’ultimo.

Certe volte penso che sia ora di chiudere questo posto e stare un po’ in silenzio.

Altre volte ci ripenso.

Chissà.

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