Una volta scrissi qui che l’estate è una parentesi. Uno spazio dove respirare a bocca chiusa, un passaggio opaco verso settembre, capodanno per eccellenza, uno spazio bianco dove coltivare l’assenza.

In fondo lo penso ancora.

Tutto è sospeso, d’estate.

Tuttavia, da un po’ di anni, l’estate per me è il luogo dei cambiamenti. Grandi, anche dolorosi, i mutamenti hanno deciso che l’estate forse sia il momento giusto per venirmi a trovare.

Anche quest’anno. Non me l’aspettavo.

Cambierò. Lavoro, in questo caso.

Dopo aver studiato anni, tornerò alle mia condizione di tre anni fa. Ma finalmente con un ruolo più stabile.

Lo dico da qui, seduta di fronte al computer a controllare gli ultimi aggiornamenti, musica lenta, tapparelle abbassate per proteggermi dal caldo delle due di pomeriggio.

Gioia, paura e anche un po’ di malinconia ricordando chi mi ha accompagnato in questi tre anni, passati così in fretta.

Mi mancheranno, come mi mancano sempre tutti quelli che hanno avuto un posto nella mia vita, d’altronde.

Ancora una volta mi si rimanda a settembre. Per una nuova avventura, chissà.

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