A volte mi succede un fatto strano.

Guardando certe attrici su un giornale, o le persone mie coetanee che conosco, ecco, mi capita di pensare alla mia vita come a un prodotto congelato, come se quello che loro stanno vivendo a me dovesse ancora succedere, come se la mia esistenza si fosse fermata e la loro continuasse a scorrere, più veloce.

So che è stupido, ma questo pensiero mi dà una sorta di vertigine, una sensazione che dura pochi secondi, per poi riportarmi alla realtà.

Non è presunzione, è immobilità.

Stamattina un bambino mi ha detto “come disegni bene, maestra” e io ho mi sono detta, che strano, io ho sempre disegnato malissimo, tanto che mia madre alle elementari si vergognava un po’ a far vedere i miei quaderni alle zie. E invece.

Punti di vista.

Poi oggi è stata una giornata di neve fitta, come non se ne vedevano da tempo, in dicembre. Ho lavorato fino a tardi e non ho avuto nemmeno il tempo di camminare un po’, bagnarmi il viso, respirare.

Ho guardato la tv e il mondo mi sembrava un posto sempre peggiore, ma poi ho pensato che nel pomeriggio avevo lottato per difendere il desiderio di credere a Babbo Natale, io che credo in pochissime cose, e mi sono detta che forse non tutto era perduto.

Punti di vista.

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