Stamattina mi ha fermato la giornalaia per farmi i complimenti per un piccolo pezzo che ho scritto su un giornale locale.

Mentre mi parlava snocciolava opinioni di questa e quell’altro su quanto fossi brava o di quella persona “di cui non faccio nome” che insinuava l’impossibilità della mia capacità di scrivere certe cose.

L’ho lasciata parlare, mentre dalla vetrina vedevo correre veloci le auto, pensando a quante parole si sprechino per nulla e a quanto le persone parlino senza conoscere mai veramente ciò di cui stanno parlando.

“Si vede che a loro sembro così, pazienza.” Ho chiuso un modo brusco, perché non amo il pettegolezzo estremo.

Ho comprato un pacchetto di figurine, per nessuno in realtà, dato che i miei nipoti sono ormai troppo grandi. Le ho regalate al nipote della giornalaia.

Quando ho inforcato la bicicletta la strada mi è sembrata vuota e piena di crepe. Come se non la conoscessi bene.

A volte serve veramente vedere le cose come se fosse la prima volta. Perché forse non abbiamo mai capito niente.

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