Le sere a gambe incrociate e canzoni da cantare a bocca chiusa.

Che poi che si potrebbe cantare forte.

Ma è quasi notte.

Le sere in cui vorresti parlare e scrivere di libri che hai letto d’un fiato, che ti hanno emozionato, ma non hai ancora le parole per dirli, quasi avessi un timore di lasciarli andare.

Le sere in cui fuori piove e c’è un freddo cattivo, umido.

Le sere in cui pensi al tempo che rimane sospeso, in bilico, per un po’, poi ti porta via i giorni in un vortice stretto e veloce, senza che tu possa fare nulla.

Allontani le cose, avvicinandole, strette all’epidermide. Occupi uno spazio, ma ci sei un po’ meno, poi ci sei, forte.

Ci sono tantissimi libri che vorresti leggere, ma un po’ ti manca il tempo, un po’ è la mente che fa spazio, ma non riesce a dilatare le pareti.

Potresti iniziare di tutto, in sere così.

Invece ti trovi a gambe incrociate sul divano, sempre uguale, un po’ diversa. Troppo concentrata su te stessa, incatenata alla paura di cosa ti aspetta e non sai.

Le sere in cui hai i capelli sciolti e gli occhi più accesi, ma sempre i piedi troppo freddi.

Le sere in è quasi notte e c’è il tuo silenzio preferito, anche se è domenica, anche se non hai fatto tutto quello che dovevi.

Respiri. Ed è bellissimo, così.

 

 

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