Ci sono giorni veloci.

Scorrono, lasciandoti stordito, come le prime volte che, in stazione, vedevi partire i treni e non sapevi se eri tu o erano loro a muoversi, con quel senso di vago vuoto che durava un istante solo.

Ci sono giorni che ti accorgi che sta passando un altro anno, un anno che ti ha cambiato più dei trenta precedenti.

E hai cambiato casa, lavoro, vita. Ed hai cambiato anche pelle.

Già, la pelle. Risvegliata, nuova, vorrebbe offrire la sua superficie ad un sole avaro, che la lascia in attesa.

Ci sono momenti in cui ti delude una parola, un piccolo dolore, ma subito hai davanti una nuova scena, un episodio sconosciuto e ti guardi allo specchio e sei tu, ma sei diverso, o uguale a una copia di te che non ricordavi.

Respiri.

Ci fosse una pausa per riuscire ad organizzare tutto.

Il bello, forse, sta proprio lì.

Ci sono giorni come questa sera, con la mente lontana, l’aria troppo fredda, il silenzio e il desiderio di parole lente, calde, avvolgenti.

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