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“Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro.” 
Euripide

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Stamattina, al risveglio, non avevo alcuna intenzione di scrivere questo post.

Il cielo coperto, un morso allo stomaco forse causato dal kebab ingollato ieri sera pur di non cucinare, uno strano batticuore. Pensieri.

Il 25 aprile. Oggi scriveremo tutti una frase per ricordare i morti, chi si è battuto per la nostra libertà, c’è chi si impegnerà a ricordare ai giovanissimi l’importanza della Memoria, del ricordo e della riconoscenza.

La memoria, già. Quella cosa di cui il nostro Paese, oggi, mi sembra priva.

Continuo a leggere articoli, post, testimonianze dirette o riportate di un giorno che ha cambiato la nostra Storia.

Poi penso a cosa mi è successo in classe una volta. Una ragazza e un ragazzo, quasi ventenni, litigavano perchè la ragazza sosteneva che il 25 aprile era l’anniversario dell’Unità d’Italia. E io a sospirare, a rispiegare, a infervorarmi.

A dire che fu, in fondo, un vero ritorno all’unità, alla libertà, contro chi l’aveva distrutta, violata, deturpata. L’inizio di quella grande democrazia in cui abbiamo creduto da sempre.

Ecco.

Poi un’altra ragazza ha commentato, timidamente: “Io sapevo che il 25 aprile era San Marco, perchè il mio ragazzo si chiama così.”

La guardo, senza parole. Ilarità generale. ” Ma se l’ho appena spiega…”

Se ci penso tutto questo mi fa molta paura.

Paura di un Paese che dimentica, che rischia di rivivere il suo passato, prigioniero della sua memoria corta.

La mente vola subito a quella poesia di Giorgio Caproni che spesso mi torna viva quando penso ai “morti per la libertà”.

Celebrazione

I morti per la libertà.
Chi l’avrebbe mai detto.
I morti.
Per la libertà.

Sono tutti sepolti.

Non volevo scrivere questo post.

Ma il cielo è grigio e la memoria ha bussato.

“Ah, libertà, libertà”.

Buon 25 aprile a tutti.

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