Alla fine l’ho riletto. E sono andata a ricercarvi la parte che, la prima volta che lo lessi, mi aveva colpito di più.

Per chi crede nel potere dei sogni. E nel fascino misterioso che possono evocare.

 

“Mi addormentai senza accorgermene. I
sogni, sappiamo, sono davvero strani: qualcosa magari ci appare
straordinariamente chiaro, minuzioso come la cesellatura di un orafo,
su altre cose invece si passa sopra senza notarle neppure, come per
esempio lo spazio e il tempo. Credo che i sogni nascano non dalla
ragione, ma dal desiderio, non dalla testa, ma dal cuore, anche se la
mia ragione in sogno si è esibita qualche volta in ingegnosi voli non
da poco. Certo è che in sogno accadono cose del tutto incomprensibili.
Mio fratello, per esempio, è morto cinque anni fa, qualche volta lo
sogno: egli prende parte alle cose della mia vita, siamo molto
interessati l’uno all’altro, ma intanto, durante tutto lo svolgimento
del sogno, io sono pienamente cosciente che mio fratello è morto e
sepolto. Perché allora non mi stupisco, pur sapendolo morto, di
trovarmelo lì accanto a prendersi cura delle cose della mia vita?
Perché la mia mente accetta tutto questo?” […] E va bene, ammettiamolo pure, è un sogno, ma questa vita che viene tanto esaltata, io volevo finirla suicidandomi, invece il mio sogno, oh! Esso mi ha indicato una vita nuova.”

F. Dostoevskij

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