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I mesi sono battiti di ciglia.

Mai come quest’estate ho avvertito lo scorrere del tempo come una centrifuga quasi stritolante ed eccessivamente rapida.

Un mese fa era giovedì, lo ricordo. Ho letto poesia tutto il pomeriggio.

Quelle ore passate tra il reale e l’immaginario. Tra il vero e il desiderato.

Ho chiuso gli occhi ed è già settembre. Il mese, per me, per eccellenza.

Attesa, ansia, speranza.

Tutto il destino di un anno che si gioca in questi trenta giorni in bilico tra l’estate e l’autunno.

Ma stasera, sì, stasera chiudo gli occhi ancora un attimo. Ritorno al suono della poesia.

Ecco, ricordi franti di poesie lette, che girano nella testa, in questi battiti di ciglia, di cuore. Piccole tracce di parole. Quasi d’amore.

In questo tempo, che ci travolge, piano.

Nei fiumi a Nord del futuro (Paul Celan).

Nei fiumi a nord del futuro
getto la rete che tu,
esitante, carichi
di ombre scritte
da pietre.

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