Stasera si respira nell’aria qualcosa di diverso. L’estate, iniziata da ieri soltanto, avvolge le nostre esistenze con nuovi desideri e invitanti promesse.

Mi affaccio alla finestra, questa finestra che è stata mia, per anni, da cui ho pianto i primi impossibili amori, da cui ho aspettato quello grande, da cui ho guardato le stelle in notti come questa, immaginando domani.

Mi affaccio e, sorpresa, vedo lei, una piccola falce, aguzza e svagata, quasi pigra nel suo stare a metà. Una Luna che fa l’occhiolino. Mi aspetta.

La guardo e trovo un minuto per me. Per guardare le cose, per trovare la giusta concentrazione, la serenità per l’imminente, questa volta, domani.

Chiudere un capitolo, anche per iniziarne uno bellissimo, non è mai facile. Soprattutto se nel capitolo che si chiude c’è tutto quel che ci ha reso così come siamo.

Guardo la Luna.

Mi sorride.

E so che tutto andrà bene.

Vi lascio con una poesia, “Alla Luna” di Vivian Lamarque.

Lieve, dolcissima. Come questa sera.

Oh essere anche noi la luna di qualcuno!

Noi che guardiamo

essere guardati, luccicare

sembrare da lontano

la candida luna

che non siamo.

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