Ci sono viaggi che non sono semplici spostamenti.

Itinerari affascinanti che toccano l’anima. Non sono i luoghi, spesso, gli autentici latori della magia, è tutto un alchemico muoversi tra l’anima e il paesaggio.

Se si dice che alla partenza per una destinazione, per un altrove conosciuto, o sconosciuto, la nostra anima parta sempre un po’ dopo, raggiungendoci in corsa.

Quando arriva, però, è tutto un fluire di emozioni, a volte opposte, che segnano indelebilmente ogni nostra traccia nell’esistere.

Ogni viaggio è un po’, forse  banalmente, un itinerario dentro noi stessi. Ci sono luoghi che amiamo, altri che detesteremo, o lasceranno in noi un ricordo sfocato. Luoghi che ci appartengono nel loro essere lontani, distanti, o comodamente prossimi e familiari.

A volte, però, succede l’incredibile. Si compie il passaggio tra il nostro sentire e “l’altrove”, che ritroviamo in un luogo definito, anche solo per un attimo.

Lì, la nostra anima lascia un “pezzo” di sè. Inesorabilmente. Anche ritornarvi non sarebbe più la stessa cosa.

Il tempo dei nostri pensieri si è fermato là, tentare di raggiungerlo sarebbe un inutile rincorrere l’orizzonte che si allontana.

Ci sono luoghi, come questo, dove ho passato un’estate alla fine dei miei vent’anni…

http://www.geomondadori.com/club-geo/articolo/dalmazia-isola-di-brac-e-spalato/it

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